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Ansia al lavoro: riconoscere i segnali e ritrovare l'equilibrio

📅 2026-02-20 ⏱ 7 min de lecture ✍️ Sophie PSY

L'ansia al lavoro colpisce oggi più di un lavoratore su tre in Italia. Eppure, rimane spesso silenziosa, confusa con la stanchezza o il perfezionismo. Riconoscere i suoi segnali è il primo passo per superarla.

Cos'è l'ansia professionale?

L'ansia al lavoro si distingue dallo stress occasionale per la sua persistenza e intensità. Si manifesta quando le esigenze percepite dell'ambiente professionale superano cronicamente le risorse di cui dispone la persona per affrontarle.

A differenza della pressione sana che mobilita e stimola, l'ansia cronica esaurisce, frammentarizza l'attenzione e altera durevolmente la qualità della vita.

I segnali da non ignorare

Segnali fisici

Segnali cognitivi ed emotivi

Segnali comportamentali

Le cause più frequenti

L'ansia professionale nasce raramente da una causa unica. Le ricerche in psicologia del lavoro identificano diversi fattori convergenti:

Cosa dice la terapia cognitivo-comportamentale (TCC)

La TCC è l'approccio meglio validato scientificamente per trattare l'ansia professionale. Si basa su un principio fondamentale: non sono gli eventi che causano la nostra ansia, ma l'interpretazione che ne diamo.

Tecnica 1: il diario dei pensieri automatici

Quando una situazione innesca l'ansia (es: un'email fredda del vostro superiore), annotate:

  1. La situazione scatenante
  2. L'emozione provata e la sua intensità (0-100)
  3. Il pensiero automatico ("è deluso di me", "verrò licenziato")
  4. Le prove a favore e contro questo pensiero
  5. Un pensiero alternativo più realistico

Questo esercizio interrompe la spirale ruminazione → ansia → paralisi introducendo uno spazio di distacco cognitivo.

Tecnica 2: l'esposizione graduale

Se evitate certe situazioni (prendere la parola in riunione, chiedere aiuto), costruite una gerarchia di esposizioni progressive. Cominciate dalla situazione meno ansiogena e salite. L'evitamento alimenta l'ansia; l'esposizione la riduce.

Tecnica 3: la ristrutturazione delle credenze centrali

Dietro l'ansia professionale si celano spesso credenze profonde come "Devo essere perfetto per meritare il mio posto" o "Se commetto un errore, è catastrofico". Identificare e ammorbidire queste credenze è il lavoro di fondo della TCC.

Quando consultare un professionista?

È tempo di chiedere aiuto quando:

Un supporto terapeutico — in studio o con uno strumento come Sophie PSY — permette di elaborare questi pattern in profondità, al vostro ritmo, con tecniche validate.

Riassumendo

L'ansia al lavoro non è una fatalità né un segno di debolezza. È un segnale che qualcosa merita attenzione — nel vostro ambiente o nei vostri pattern di pensiero. La buona notizia: con gli strumenti giusti, è ampiamente trattabile.

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